Geoitalia 2013 – IX Forum Italiano di Scienze della Terra

A Pisa in questi giorni (16-17-18 settembre) si sta svolgendo il IX Forum Italiano di Scienze della Terra – Geoitalia 2013 dal titolo le Geoscienze per la Società, http://www.geoitalia2013.it.

Per le Scienze Planetarie è stato un vero successo rispetto alle precedenti edizioni, infatti, abbiamo ben 30 presentazioni orali e 16 poster. Gli argomenti affrontati sono molto diversi e rendono perfettamente l’idea delle grandi differenze di competenze che si nascondono dietro il nome di Scienze Planetarie.

Io sono tra i proponenti di una delle due sessioni di Scienze Planetarie e sto anche contribuendo con un poster e una presentazione orale. Il poster è dedicato ai risultati relativi allo studio di NWA 6583, invece la presentazione orale (che si terrà domani) sarà dedicata ai risultati preliminari del mio progetto di dottorato.

In cosa consiste il mio progetto? In un certo senso con il dottorato sono rientrata sulla Terra…infatti, mi occupo dello studio delle impattiti prodotte in seguito alla formazione del cratere Kamil. Le impattiti sono rocce terrestri coinvolte in un impatto, sono quindi le povere vittime degli impatti, e io indago come sono “morte”. Vi spiegherò meglio (non so quando) la loro formazione, e le loro caratteristiche, ma stasera non ne ho tanta voglia visto che domani ho la presentazione, scusatemi…

Invece mi fa piacere spendere due parole sul cratere Kamil, che è stato scoperto nel sud dell’Egitto grazie a Google Earth nel 2008. Il cratere Kamil è il risultato dell’impatto iperveloce (> 3 km/s) di una meteorite metallica Gebel Kamil (~ 10 tonnellate, diametro equivalente ~1.3 m). È un cratere piccolo, solo 45 m di diametro ed è perfettamente preservato. Eventi in grado di produrre crateri di piccole dimensioni (<300 m di diametro) sono molto frequenti (scala decennale-secolare), tuttavia se ne conoscono solo 17 su 182 crateri. L’erosione, la sedimentazione, l’alterazione meteorica e la vegetazione possono giocare dei brutti scherzi ai piccoli crateri, che quindi risultano spesso mal preservati e difficilmente irriconoscibili. Grazie all’eccezionale stato di preservazione del cratere Kamil possiamo studiare direttamente degli aspetti che fino ad oggi conoscevamo solo grazie a simulazioni numeriche e modelli di laboratorio.

Ora vado a ricaricare le batterie per domani…speriamo bene!!!

P.S. Se avete tempo vi invito a cercare qualche nuovo craterino con Google Earth, magari in una zona meno calda dell’Egitto, visto che è da quasi due anni off-limits. Oppure potreste cercare di portare la pace in Egitto. Soprattutto nel secondo caso l’intera umanità ve ne sarebbe grata!

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Pubblicato il 17 settembre 2013, in Agnes at work con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 5 commenti.

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