Chi non conosce la propria casa?

Geoitalia 2013 è finito e da domani si ritornerà alla normalità (certo di venerdì fa un po’ ridere come dire di iniziare la dieta il 23 dicembre..). Nel precedente post vi avevo detto che Geoitalia sarebbe durato dal 16 al 18, effettivamente così è stato per le sessioni plenarie e tematiche. In realtà

all’interno di Geoitalia sono stati organizzati anche dei workshop, dei corsi brevi e una session

e dedicata all’insegnamento delle geoscienze a scuola che si sono svolti prima, durante e dopo il congresso vero e proprio.

Ieri ho fatto la mia presentazione sulle rocce vittime della pressione che la meteorite Gebel Kamil ha esercitato su di esse. Devo dire che è andata abbastanza bene. Forse avrei potuto dire due cosette in più ma il cronometro che mi scorreva davanti mi ha messo un po’ di ansia e di fretta. Dal punto di vista scientifico è stata una bella esperienza perché ho conosciuto buona parte dei geologi planetari italiani.

Oggi, invece, ho partecipato a uno dei workshop dal titolo “La divulgazione delle Scienze della Terra nei musei: strategie e strumenti”. È stato un incontro molto interessante e pieno di spunti di riflessione. Noi geologi abbiamo la fortuna che molte delle cose che studiamo sono già di per se spettacolari (vulcani, geyser, le montagne, i minerali…) e ci riguardano da vicino nella vita  di tutti i giorni più di quanto non possiamo immaginare (dal piano di marmo della cucina, al diamante sull’anello, dall’aeroporto di Catania chiuso causa ceneri dell’Etna, alle frequenti scosse e scossette di terremoto che interessano il nostro Paese, …). Eppure di geologia se ne parla poco, e spesso se ne parla solo di fronte a un disastro o a un evento di portata eccezionale, ignorando che quotidianamente abbiamo a che fare con la geologia. Un esempio, ma potrebbero essere migliaia, molte delle nuove tecnologie non sarebbero possibili senza l’utilizzo di elementi i chimici che sulla Terra solo molto rari e sconosciuti ai più (es. tantalio, niobio, neodimio …). Grazie alla geologia è possibile trovare i giacimenti di questi minerali e sfruttarli a pieno.

Le colpe di questo non vanno ricercate troppo lontano, anzi spesso la colpa è proprio dei geologi… Cari colleghi geologi aprite le orecchie iniziate a parlare della nostra Terra e di come si forma, si deforma e si modella (titolo di un libro di Corrado Venturini, uno dei due organizzatori del workshop di oggi).

La Terra è la nostra casa e non è giusto che gli inquilini non sappiano come è fatta, cosa c’è dentro e che non la mantengano pulita e ordinata. Conosciamo, rispettiamo e amiamo la nostra casa.

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Pubblicato il 19 settembre 2013, in Agnes at work con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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