Chladni il papà (poco famoso) delle scienze meteoritiche

Vi ricordate di Troili? Troili fu il primo a descrivere in modo rigoroso, quasi scientifico la caduta di una meteorite. Purtroppo non ebbe l’intuito di ipotizzare un origine extraterrestre per Albareto (1766). Forse i tempi non erano ancora maturi perché un’idea così rivoluzionaria. Non si dovette aspettare molto perché qualcosa cambiasse e qualcuno affermasse che i “sassi” possono cadere dal cielo.

E’ il 1794, è il mese di aprile e contemporaneamente in due città, Lipsia e Riga, viene pubblicato un libro di 63 pagine dal titolo: Über den Ursprung der von Pallas gefundenen und anderer ihr ähnlicher Eisenmassen und über einige damit in Verbindung stehende Naturerscheinungen (che tradotto sarebbe Sull’origine del ferro di Pallas e di altri similari e su alcuni fenomeni naturali associati).

L’autore si chiama ERNST FLORENS FRIEDRICH CHLADNI.

Echladni(fonte WIkipedia)

Chladni nacque a Wittenberg nel 1756, da una famiglia benestante, il padre era, infatti, un professore universitario. Chladni era uno studioso eclettico, come tanti all’epoca, inizialmente si dedicò a studi giuridici e filosofici per poi interessarsi di fisica e matematica. Era anche un grande appassionato di musica. Seppe combinare l’interesse per la fisica e la musica studiando la fisica del suono e inventando nuovi strumenti che portò in tournée per l’Europa. Nel 1793 Chladni si trova a Gottinga per presentare un suo nuovo strumento musicale, qui conobbe l’anziano e malato fisico e filosofo naturalista Georg Christoph Lichtenberg. Lichtenberg ispirò Chladni per entrambi i suoi principali argomenti di ricerca la fisica del suono e la fisica dei bolidi (fenomeno luminoso, analogo alle meteore, di grande intensità prodotto dall’attraversamento da parte di un frammento di asteroide o cometa dell’atmosfera terrestre) e delle meteoriti, come lo stesso Chladni scriverà in diversi suoi scritti.

Georg_Christoph_Lichtenberg2(fonte Wikipedia. Christoph Lichtenberg importante intellettuale e scienziato tedesco, introdusse l’uso di esperimenti con apparecchiature nelle sue lezioni di fisica, noto per i suoi studi nel campo dell’elettricità)

Dopo la conversazione sui bolidi avuta con Lichtenberg, Chladni si chiuse per tre settimane nella biblioteca di Gottinga per studiare i racconti di bolidi e sassi visti cadere dal cielo. Chladni si meravigliò nello scoprire che tutti i questi racconti erano simili tra loro nonostante fossero stati descritti in località e in secoli diversi.

In meno di un anno Chladni completò la sua opera in cui raccolse le descrizioni di 20 bolidi di cui 18 associati con la caduta di una meteorite.

meteorite_stück_7(fonte http://www.geomuseum.uni-goettingen.de)

Analizzando le descrizioni dei bolidi, quindi le loro traiettorie e deducendo la velocità di caduta delle meteoriti, Chladni capì che questi oggetti non potevano avere né un’origine terrestre o né un’origine atmosferica, ma dovevano venire da più lontano ovvero dallo spazio cosmico. Queste affermazioni violavano due principi assodati per i contemporanei di Chaldni: 1- frammenti di roccia e metallo non possono cadere dal cielo; 2- al di fuori della Luna non esistono altri corpi piccoli nel cosmo.

Facile pensare che Chladni fu molto criticato dai suoi contemporanei. Tuttavia nel giro di 10 anni accaddero degli importanti eventi che confermarono le tesi di Chladni: tra il 1794 e il 1798 ben quattro meteoriti furono viste cadere; nel 1802 il chimico Howard  pubblicò i risultati delle composizioni chimiche di alcune meteoriti e stabilì che erano rocce del tutto diverse dalle rocce terrestri; nel 1803 una pioggia di meteoriti di bel 3000 frammenti investì L’Aigle in Normandia.

Oggi Chladni è ritenuto il padre delle scienze meteoritiche, ma nonostante questo suo importante contributo Chladni è molto più famoso per il suo lavoro sulle lastre vibranti (figure di Chladni).

(consiglio abbassate il volume del vostro computer!)

Chladni fu anche molto sfortunato, infatti, non ottenne mai una cattedra universitaria da lui tanto cercata, e per vivere girovagò per tutta Europa con una carrozza e un cavallo tendendo seminari e concerti. Morì all’età di 71 anni a Wrocław (nell’attuale Polonia).

A lui sono stati dedicati un asteroide 5053 Chladni e un cratere di impatto lunare (13.6 km).

Chladni_crater_4102_h1(fonte Wikipedia)

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Pubblicato il 27 ottobre 2013, in Curiosità meteoritiche, Qualche nozione con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

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