Un cratere non potrà più essere semplicemente un cratere

Se dico cratere a che cosa pensate? Facile in un blog di meteoriti saprete già dove voglio andare a parare… Di certo non mi riferisco a un cratere vulcanico o a un vaso greco-romano a imboccatura larga.

cratere cotopaxi Cratere vulcanico del Cotopaxi
Cratere_Eufronio Vaso greco a imboccatura larga anche detto cratere.

In questo post vi mostrerò le diverse tipologie di crateri di impatto che contrariamente a quello che verrebbe da pensare non sono tutti uguali. Per il titolo mi sono ispirata al post sulla classificazione delle meteoriti, ma niente paura la classificazione dei crateri di impatto è assai più semplice.

Semplice come la prima tipologia di crateri appunto i crateri semplici. In inglese questi crateri sono anche chiamati bowl crater ovvero crateri a scodella.

800px-Meteor_Crater_-_Arizona Meteor Crater anche detto Barringer Crater (nome della famiglia che lo possiede). Il suo diametro è di 1.2 km. Credit Nasa.

Il Meteor Crater è sicuramente il più famoso, ben studiato e preservato esempio di cratere semplice della Terra, prima della scoperta del Kamil Crater (commento del tutto disinteressato).

Kamil Il cratere Kamil il suo diametro è di 45 m. Si vedono molto bene i raggi del cratere. I crateri raggiati sono molto comuni nel resto del Sistema Solare, ma sono rari sulla Terra perché i raggi vengono facilmente erosi.

Se esistono i crateri semplici ci saranno anche i crateri complessi. Questi crateri si formano perché la “scodella”non è stabile e collassa per gravità. La transizione tra crateri semplici e crateri complessi dipende dal tipo di materiale impattato e dalla gravità del pianeta o satellite. Per esempio sulla Terra i crateri semplici hanno al massimo 2 km di diametro per terreni sciolti e 4 km di diametro per terreni rocciosi. Sulla Luna la transizione tra cratere semplice e cratere complesso avviene tra i 10 e i 20 km, la gravità lunare è infatti un sesto di quella terrestre. I crateri complessi sono caratterizzati dall’avere un picco centrale.

Luzin crater Cratere complesso Luzin (circa 95 km) su Marte. Immagine presa da Google Earth.

Un esempio terrestre di cratere complesso è Chicxulub. La formazione di questo cratere avvenuta 65 milioni di anni fa è associata alla grande estinzione di massa che vide la fine del dominio dei rettili sulla Terra.

Schermata 02-2456697 alle 18.25.38 Localizzazione del cratere Chicxulub (180 km di diametro). Credit Nasa.

Più aumentano la dimensione dei crateri più questi diventano complessi e gli esempi terrestri scarseggiano quindi traslochiamo sulla Luna. Qui i crateri che hanno un diametro superiore ai 175 km non mostrano un picco centrale ma una serie di picchi disposti ad anello, in inglese detti peak-ring basins. Ma non finisce qui, infatti, sulla Luna i crateri che hanno un diametro superiore ai 350 km sono caratterizzati per una serie di anelli detti in inglese multi-ring basins.

Schrodinger_crater Cratere Schrödinger (312 km di diametro) sulla Luna, esempio di un cratere con un anello di picchi centrali. Credit Nasa.

800px-Valhalla_crater_on_Callisto Cratere Valhalla (la zona luminosa ha un diametro di  360 km, gli anelli concentrici si estendono fino a 1900 km) su Callisto (satellite di Giove). Credit Nasa.

Vi ricordate il post dei “trenini”, in quel post, scritto tra le oltre cose sul treno, avevo riassunto le diverse fasi del processo di craterizzazione? Se vi ricordate il processo di craterizzazione avviene in 3 fasi:
1- contatto e compressione;
2- escavazione;
3- modificazione.
I crateri semplici subiranno una minima modificazione a differenza dei crateri complessi in cui la fase della modificazione è senza dubbio la più importante.

Infine, per completare il quadro di tutti i tipi di crateri di impatto due parole vanno spese anche per i microcrateri e per i crateri allungati.

I primi, i microcrateri, sono stati trovati sui campioni lunari e su oggetti artificiali in orbita, rappresentando un vero pericolo per i satelliti artificiali e gli astronauti. Questi crateri possono essere molto piccoli fino a 0.1 µm ovvero un decimillesimo di millimetro e sono prodotti dall’impatto iperveloce di micrometeoriti o pulviscolo interplanetario.

microcrater Microcratere (10 µm di diametro) su un vetro lunare. http://stardust.jpl.nasa.gov/photo/cometwild2.html. Credit Nasa.

I secondi, i crateri allungati, sono prodotti quando il corpo impattante arriva al suolo con un angolo basso circa 10°. In questo caso il corpo impattante non penetra nel terreno ma vi rimbalza.

Orcus Patera Cratere allungato Orcus Patera (circa 380 x 130 km) su Marte. Immagine presa da Google Earth.

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Pubblicato il 26 febbraio 2014, in Qualche nozione con tag , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

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