– 2 settimane e una supplenza per ingannare il tempo

Che il conto alla rovescia abbia inizio! Esattamente tra due settimane, quest’avventura chiamata DOTTORATO finirà! Giovedì 12 marzo alle ore 14:30 discuterò la tesi. Tre anni tra alti e bassi condensati in 212 pagine e 45 minuti di presentazione orale! Ma non è dei preparativi al grande giorno che voglio parlare adesso.

In attesa che il fatidico giorno arrivi, mi sono buttata in una supplenza di sostegno in una scuola media di Milano. Ho accettato questa supplenza per diversi motivi: 1) ormai per la tesi è tutto pronto (devo solo farla rilegare), 2) qualche soldo in questo periodo di magra a causa della fine della borsa di studio lo scorso dicembre fa molto comodo, e 3) non sapendo bene che cosa mi riserveranno i prossimi mesi/anni, era un’esperienza che volevo provare per tenermi aperta un’alternativa al mondo dell’accademia. Ho iniziato ufficialmente martedì e finirò giorno 3, una supplenza lampo, devo seguire 3 ragazzi con lievi disabilità.

Ero curiosa di vedere cosa significasse insegnare a scuola, e di capire se quella dell’insegnamento potesse essere una valida alternativa per la mia carriera. Difficile tirare le somme dopo 3 giorni e avendo visto solo una classe di una scuola. Quello che sto imparando in questi giorni è che per stare in classe non contano le conoscenze nozionistiche universitarie, necessarie per superare i test e i concorsi per l’abilitazione all’insegnamento. Credo che il sistema di reclutamento e di preparazione dei docenti sia molto scadente… Per fortuna ho accettato una supplenza di sostegno e con me c’è sempre un altro insegnante da osservare per capire cosa fare e cosa non fare in classe. Ho fatto solo un’ora sola con tutta la classe a causa di una riunione sindacale, sono riuscita ad intrattenerli parlando dell’Antartide e mostrando loro qualche video della spedizione. La classe in cui sono capitata non è il massimo dell’eccellenza. La maggior parte dei ragazzi sono molto maleducati e strafottenti e molti professori non sono minimamente in grado di gestirli. Non mi sarei mai aspettata simili atteggiamenti da dei ragazzi di prima media… sarei curiosa di vedere come sono a casa e come li gestiscono i loro genitori!

Martedì prossimo questa esperienza sarà finita, e ritornerò alla mia scrivania pisana, ai miei lavori ancora da concludere, alla mia tesi e all’attesa di risposte fondamentali per definire i miei prossimi passi nel mondo dell’accademia. Per il momento è tutto!

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Pubblicato il 26 febbraio 2015, in Agnes at work con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

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