Archivi categoria: Qualche nozione

1 Cerere, Giuseppe Piazzi e la Sicilia di un tempo

Erano anni che non trascorrevo un mese intero in Sicilia, in quel luogo che ovunque andrò per me resterà sempre casa. Trovandomi ancora qui e avendo del tempo a disposizione ho deciso di dedicare un post a uno scienziato che proprio dalla Sicilia ha fatto la sua più grande scoperta. Nel 1801 mentre era professore di Astronomia presso la Reale Accademia degli Studi di Palermo, Giuseppe Piazzi scoprì il primo, nonché il più grande (diametro di 950km), degli oltre 600mila asteroidi che orbitano attorno al nostro sole tra Giove e Marte: Cerere.

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Documentario sui crateri di impatto

Oggi in preda alla stanchezza e alla poca voglia di lavorare ho trovato questo recente documentario prodotto da History Channel sui crateri di impatto. E’ molto divertente aver avuto a che fare con due degli intervistati! Il primo, David Kring, è il referente scientifico della Barringer Company per quanto riguarda i progetti sottomessi da giovani studenti e ricercatori. Il secondo, John Spray, è stato uno dei revisori del mio secondo articolo (sono in attesa che questo venga pubblicato).

Nel documentario si parla del Meteor Crater, di Sudbury, della cometa Shoemaker-Levy 9 e di meteoriti (di condriti carboniose in particolare). Mi è piaciuto molto, è molto chiaro e facile da capire. E’ in inglese, ma penso che se non è già stato tradotto lo sarà a breve.

L’unico appunto che posso fare è che il “mio” Kamil è più giovane e meglio preservato del Meteor Crater!

20 anni fa “the great comet crash”

Prima che questo mese di luglio finisca volevo dedicare un post al ventesimo anniversario della caduta di una cometa su Giove, il gigante del nostro Sistema Solare.

Le comete sono oggetti relativamente piccoli (pochi chilometri di diametro) composti prevalentemente da ghiaccio. Provengono da zone remote del Sistema Solare, oltre l’orbita di Plutone, e seguono orbite ellittiche che periodicamente le portano nel Sistema Solare interno quindi in prossimità del Sole, il cui calore determina la formazione della famosa coda.

Torniamo a 20 anni fa o meglio al 25 marzo del 1993 quando una cometa fu scoperta orbitare attorno a Giove dagli atronomi Eugene e Carolyn S. ShoemakerDavid Levy. In loro onore questa cometa è stata chiamata Shoemaker-Levy 9. Secondo i calcoli dell’orbita della cometa fu predetto che Shoemaker-Levy 9 sarebbe caduta su Giove nel luglio del 1994. E così è stato tra il 16 e il 22 luglio del 1994  Shoemaker-Levy 9 è caduta sul pianeta più grande del Sistema Solare.

sl9_home Rappresentazione artistica dell’impatto della cometa Shoemaker-Levy 9 su Giove. Credit Nasa. Qui troverete questa e altre immagini di Shoemaker-Levy 9.

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Crateri di impatto: the Good and the Bad (cit.)

Meteorite Impact Structures: the Good and the Bad è il titolo di una pubblicazione uscita nel 2008 su Geology Today di Gordon R. Osinski professore americano che da anni si dedica allo studio dei crateri di impatto e degli effetti indotti da impatti di corpi extraterrestri con il nostro pianeta. Ho preso spunto da questo articolo per raccontarvi che i crateri di impatto non producono solo distruzione, ma possono anche avere dei risvolti positivi.

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In giro per crateri di impatto con Google Earth

Dopo aver visto come sono fatti i crateri terrestri oggi vi mostro una funzione di Google Earth che potete utilizzare non sono per i crateri di impatto, ma anche per altro come vedremo alla fine. Questa funzione permette, infatti, di realizzare dei profili di elevazione. Quindi grazie a questa funzione sarà possibile vedere il dislivello di un percorso che volete fare in bici o a piedi, vedere il profilo di elevazione di una catena montuosa e per quanto riguarda i crateri di impatto potremo distinguere i crateri semplici da quelli complessi e non solo sul nostro pianeta.

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Un cratere non potrà più essere semplicemente un cratere

Se dico cratere a che cosa pensate? Facile in un blog di meteoriti saprete già dove voglio andare a parare… Di certo non mi riferisco a un cratere vulcanico o a un vaso greco-romano a imboccatura larga.

cratere cotopaxi Cratere vulcanico del Cotopaxi
Cratere_Eufronio Vaso greco a imboccatura larga anche detto cratere.

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I 184 crateri d’impatto terrestri

Di qualche giorno fa è la notizia della scoperta di un nuovo cratere di impatto su Marte. Un cratere di impatto si forma quando un oggetto che viaggia a velocità di diversi chilometri al secondo (>3 km/s) impatta contro la superficie solida di un corpo planetario. Le sue dimensioni saranno funzione sia delle dimensioni dell’impattore sia della sua velocità. Il nuovo cratere marziano è un cratere giovanissimo formatosi tra luglio 2010 e maggio 2012 ed è stato fotografato dal telescopio High Resolution Imaging Science Experiment (HiRISE; il più potente mai impiegato in una missione spaziale) montato sulla sonda Mars Reconnaissance Orbiter (MRO). E’ un cratere piccolo circa 30 m di diametro e i raggi di materiale eiettato (ejecta) sono ben visibili e se posso sbilanciarmi sono davvero bellissimi!

PIA17932_Mars Credit: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona

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A proposito di Allende e Condriti Carboniose…

A proposito di Allende e più in generale di condriti carboniose vi consiglio l’ultimo video di MinuteEarth pubblicato due giorni fa, ma che ho visto solamente oggi: Da dove è arrivata l’acqua sulla Terra? Bene l’ipotesi più accreditata per spiegare l’origine di questo oro blu sono proprio le condriti carboniose, come Allende.

Il video è in inglese, ma è molto semplice da capire. Se non conoscete MinuteEarth guardatevi anche gli altri video, veramente un ottimo modo di disperdere pillole di scienza. Su Youtube si trova anche MinutePhysics.

Buona Visione e Buona Domenica

Agnese

La meteorite più studiata della storia: Allende

Oggi 8 febbraio è il 45° anniversario della caduta della meteorite più studiata della storia: Allende.

Verso l’una di notte ora locale un enorme fireball illuminò i cieli dello stato Chihuahua in Messico. E’ stato stimato che la meteorite avesse una massa di 2 tonnellate e in seguito alla frammentazione in atmosfera migliaia di frammenti furono di dispersi su un areale di circa 400 km2. I frammenti hanno tutti la crosta di fusione e pesano da 1 g a 110 kg.

AllendeMeteorite Frammento di Allende (Wikipedia). Cliccando su questo link http://www.youtube.com/watch?v=PiNSgIEHFVo  trovate un video di un modello 3D che ho realizzato di un campione di circa 600g di Allende. Ben visibile sia nella foto che nel video è la crosta di fusione.

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Deh quanto è pesa! Puntata #2

-.-.-.-.-.-.-. Seconda puntata -.-.-.-.-.-.-. (per chi avesse perso la prima click qui ;))

Se avete una fetta di meteorite metallica e la immergete o spennellate con una soluzione di acido nitrico diluito (2% in volume) in acqua o in etanolo vedrete comparire delle curiose strutture. Queste strutture sono conosciute come figure di Widmanstätten. Questo tipo di strutture è tipico delle meteoriti metalliche ed è diagnostico per attribuire un’origine meteoritica di un metallo sospetto. Queste figure sono il risultato del lentissimo raffreddamento del metallo e nessun processo industriale è in grado di replicarlo.

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Deh quant’è pesa! Puntata #1

Uno dei momenti più belli di quando facciamo delle conferenze sulle meteoriti è quando alla fine dopo aver parlato per diversi minuti diamo la possibilità di prendere con mano queste rocce così affascinanti che hanno fatto un viaggio straordinario prima di approdare sulla Terra. Il primo (toscano) a prendere in mano una meteorite metallica puntualmente esclama: “Deh! Quanto è pesa!!”.

met matalliche sindaco Foto della Conferenza di Cascina: il Sindaco prende in mano una meteorite metallica.

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Alcuni elementi sono più amici di altri

Così come succede tra gli uomini anche gli elementi della tavola periodica non vanno tutti d’accordo allo stesso modo. Gli elementi che stanno bene insieme formano dei gruppi. Perché stanno bene insieme? Semplice si comportano allo stesso modo.

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Altro giro altra corsa…ma sta volta impattiamo (con un disegno)

Altro giro altra corsa… ed eccomi di nuovo su un treno. Come un anno fa ho trascorso parte del 20 novembre a Roma. Oggi però niente aeroporti, ma Istituto di Geofisica e Vulcanologia per utilizzare il FE-SEM. Il 5 novembre avevo sottovalutato tutto il lavoro che dovevo fare. Come spesso accade quando stai per cambiare campione o zona della sezione noti qualche particolare che cattura la tua attenzione e che devi per forza immortalare in una bella fotografia in bianco e nero.

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Esperimento casalingo: come determinare la densità delle rocce

Nel punto 4 del post “Come si riconosce una meteorite ?” vi avevo annunciato un piccolo esperimento casalingo, non me ne sono dimenticata solo che la scorsa settimana è stata molto ricca di impegni (qui e qui). Adesso però mettiamoci subito all’opera.

Gli “ingredienti” sono: Leggi il resto di questa voce

Come si riconosce una meteorite?

Oggi vi elenco una serie di caratteristiche per riconoscere una meteo-right o meteo-wrong (gioco di parole inglese per distinguere una meteorite “giusta” da un oggetto che si ipotizza essere una meteorite ma che nella realtà non lo è, quindi è una  meteorite “sbagliata”).

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Chladni il papà (poco famoso) delle scienze meteoritiche

Vi ricordate di Troili? Troili fu il primo a descrivere in modo rigoroso, quasi scientifico la caduta di una meteorite. Purtroppo non ebbe l’intuito di ipotizzare un origine extraterrestre per Albareto (1766). Forse i tempi non erano ancora maturi perché un’idea così rivoluzionaria. Non si dovette aspettare molto perché qualcosa cambiasse e qualcuno affermasse che i “sassi” possono cadere dal cielo. Leggi il resto di questa voce

La scala delle meteoriti

Dopo la scala dell’Universo oggi vi parlo la scala delle meteoriti! Questo sarà un viaggio più breve di quello dell’Universo infatti andremo da meteoriti di circa un paio di metri a materiale extraterrestre di circa 1 µm. Sarà anche un viaggio più convenzionale, ma spero che vi piaccia lo stesso!

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La scala dell’Universo

Oggi niente meteoriti, ma ci tenevo a farvi vedere un’animazione dal titolo “The Scale of the Universe“. Nella vita quotidiana abbiamo spesso a che fare con i kilometri (km; mi raccomando la k è sempre minuscola!!!), i metri (m) o i centimetri (cm), ma l’Universo non finisce qua…

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Anche l’occhio vuole la sua parte: le pallasiti

Prima di partire da Milano per Pisa e ritornare alla base dopo la settimana francese, mi è arrivata una notifica su Facebook: una mia amica aveva condiviso un link sulla mia bacheca. Il link riguardava Fukang una pallasite di poco superiore a 1 kg trovata nel 2000 a Fukang nella regione di Xinjiang in Cina. Colgo quindi questa occasione per parlarvi di quella che per me è la classe più bella di meteoriti: le pallasiti.

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Meteoriti, meteoroidi & meteore

Le protagoniste di questo blog sono le meteoriti e credo che ve ne siete pure accorti ;).
Ma cosa sono le meteoriti? E che differenze ci sono tra le meteoriti, i meteoroidi e le meteore?

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