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Un fine settimana a caccia di meteoriti

La caduta di una meteorite è un fatto raro. Ogni anno ne vengono avvistate meno di una decina (qui tutte le meteori viste cadere nel 2016). Alcune sono subito ritrovate perché hanno colpito qualcosa, altre non vengono nemmeno cercate (caduta stimata in mare, luoghi difficilmente raggiungibili, meteo avverso) e infine altre “costringono” collezionisti, ricercatori, amatori, gente del luogo a lunghe “battute di caccia”.

La scorsa primavera in compagnia di due colleghi ho partecipato ad una di queste non usuali “battute di caccia”.  Di seguito potete leggere il racconto di questa mia esperienza, che è stato pubblicato sul numero di Marzo 2016 del Bollettino dell’Associazione Meteoriti Italia.  Pubblico l’articolo nella sua versione originale. Oggi la meteorite è stata ufficialmente classificata e altri frammenti sono stati ritrovati. Informazioni più complete sulla meteorite (ritrovamento, petrografia e chimica) si trovano sul bollettino della Meteoritical Society e sul questo lavoro presentato alla scorso Meeting della Meteoritical Society di Berlino (Agosto 2016).

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26 Marzo 2016

Non credo di potermi ritenere una grandissima appassionata di meteoriti. Ci ho lavorato e indirettamente ci lavoro tuttora. Ritengo le meteoriti le rocce più affascinanti che possiamo trovare sulla Terra. Le uniche in grado di raccontarci una storia vecchia 4.6 miliardi di anni, una storia ancora in parte sconosciuta: la storia del nostro Sistema Solare. Ho sposato la causa di farle conoscere a un pubblico più vasto possibile, e da esse ho ottenuto tanto in termini di esperienze e riconoscimenti. Contrariamente a quello che molti pensano, non colleziono meteoriti, ne ho solo un frammento di 5 grammi regalatomi da un mio professore pisano un pomeriggio di diversi anni fa mentre faceva ordine nel suo ufficio. Gli appassionati veri di meteoriti le collezionano, le comprano, le tagliano e le rivendono. Gli appassionati veri controllano costantemente siti, blog e forum e a prima notizia di un bolide molto luminoso, salgono in auto e percorrono diverse centinaia di chilometri per raggiungere un luogo spesso sperduto e prima di allora sconosciuto.

Domenica 6 Marzo dopo le 22:30 alcune telecamere ceche dell’European Fireball Network (rete europea per l’osservazione dei bolidi), hanno segnalato un bolide molto luminoso a confine tra Austria e Germania. Grazie alle numerose osservazioni è stato possibile determinare l’area di possibile caduta della meteorite, che al suo ingresso in atmosfera aveva una massa di 600 kg e dimensioni di 70 cm. Definita la zona un primo gruppo di cercatori di meteoriti austro-tedeschi si è recato in zona in esclusiva. Le ricerche sono iniziate il 12 marzo e poco dopo mezzogiorno dello stesso giorno sono stati trovati i primi frammenti, appartenenti a un’unica massa (peso totale 45 g) che si è rotta come conseguenza dell’impatto. Due frammenti sono stati subito inviati per una prima classificazione ai laboratori del servizio geologico ceco e all’Università di Münster in Germania. Entrambe le classificazioni sono concordi nel ritenere che la meteorite è una condrite ordinaria di tipo LL6 brecciata ovvero che contiene anche frammenti di rocce di natura diversa, in particolare questi frammenti hanno composizione acondritica (meteoriti rocciose differenziate). Il nome provvisorio della meteorite è Stubenberg, dalla località più vicina al luogo di ritrovamento della massa principale.

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Mappa della zona. La zona di ricerca è indicata dalla linea tratteggiata.

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La meteorite di “Stubenberg”. Fonte http://www.br.de/nachrichten/niederbayern/inhalt/meteorit-bayern-stubenberg-stuecke-gefunden-100.html (Visitate il sito per vedere più immagini).

 Giovedì 17 marzo la notizia del ritrovamento della meteorite è stata resa pubblica e un mio collega, un appassionato vero, appresa la notizia ha esclamato: “Hanno trovato un frammento di meteorite in Baviera, domani andrò li!”. Nonostante non sia un’appassionata vera, mi si è prospettata davanti ad un’occasione ghiottissima: fine settimana alle porte, primo fine settimana di primavera, previsioni meteo da favola, nessuna scadenza lavorativa imminente, gita non prevista per le campagne bavaresi, il mettersi alla prova in un ambiente “normale”. Quindi insieme ad un altro collega abbiamo deciso di partecipare a questa impresa e ci siamo aggregati all’appassionato vero. Venerdì alle 5 eravamo già in viaggio in modo da iniziare le ricerche già in mattinata.

L’area di ricerca è vasta, un misto di foresta e campi coltivati o da coltivare, con qualche fattoria isolata. Tante le zone in cui è impossibile andare, perché i campi erano già stati coltivati, nuovi alberi piantati e boscaioli in azione. Tuttavia abbiamo camminato, avanti e indietro per i campi e per cambiare panorama anche dentro la foresta. Per fortuna il tempo era bello e i campi di terra non erano campi di fango, il che ha reso tutto più piacevole. Venerdì ci siamo anche leggermente abbronzati.

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Scenari di ricerca

Cercare meteoriti è un lavoro di gambe, di occhi e soprattutto di pazienza. Si cammina per ore avanti e indietro in batteria in modo da coprire in modo sistematico la più vasta area possibile. Per questo motivo non è producente andare a cercare meteoriti senza che ci sia stata una provata segnalazione. La ricerca può diventare frustante. Contrariamente a quello che si possa pensare, non servono sofisticate e tecnologiche attrezzature, se non dei buoni occhi e la capacità di riconoscere velocemente le rocce. Nei terreni, dove abbiamo camminato da venerdì a domenica, c’erano molti frammenti di scisti scuri e scorie, rocce facilmente scambiabili per meteoriti ai meno esperti e non meno ingannevoli escrementi di lepri.

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Per chi non avesse familiarità con gli escrementi di lepre… veramente fuorvianti!!!

Basta poco per capire che non si tratta di meteoriti, anche perché se la fortuna ti assiste e troverai una meteorite lo capirai subito! Non è sempre facile riconoscere una meteorite, ma posso giurare che se fate vedere una meteorite accanto a una non meteorite anche chi non è esperto ci metterà poco a capire quale roccia viene dallo spazio.

In tre giorni abbiamo percorso circa 30 km a testa. Con un bottino che lascia l’amaro in bocca, ma la consapevolezza di averci provato e che resta comunque sempre più facile trovare un ago in un pagliaio. Il mio collega, l’appassionato vero, è riuscito a trovare un frammento di 2.3 g appartenenti alla prima meteorite recuperata. Un frammento sfuggito probabilmente ai cercatori che hanno trovato la prima massa.

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Zona di ritrovamento della meteorite.

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Frammento recuperato dal mio collega. (Scusate la scarsa qualità della foto, ma avevo solo il cellulare con me).

 Chi mi conosce sa non era la prima volta che andavo a caccia di meteoriti. La prima e unica volta che ho cercato meteoriti è stato in un contesto molto particolare, unico e praticamente inaccessibile se non a pochi gruppi di scienziati: l’Antartide. Quello che è lecito pensare è che cercare meteoriti nei campi della civilissima Baviera sia più semplice di camminare per ore sui ghiacciai antartici con temperature di -20°C e venti a 30 nodi… Vi posso assicurare che non è proprio così. In Antartide non si cercano le meteoriti dove sono cadute, ma dove la natura le ha accumulate grazie al movimento dei ghiacciai. Queste zone di accumulo, note come trappole per meteoriti, semplificano di molto la vita degli scienziati così che in pochi metri quadrati si possono trovare molte meteoriti anche tutte diverse tra loro. In un fortunato giorno di lavoro in Antartide si riesce a tornare a casa anche con oltre 20 meteoriti! Cercare una meteorite vista cadere non è facile, ci si affida ai dei calcoli probabilistici, ogni zona andrebbe perlustrata, ma non sempre questo è possibile… la meteorite potrebbe essere finita in un fiume, uno stagno, tra il fango e le foglie del sottobosco, su un terreno non accessibile, su un tetto di una casa… Troppe variabili e troppe incertezze. Queste però per gli appassionati veri non sono che ulteriori stimoli, una sfida con se stessi! Non a caso domani il mio collega ritornerà nella Baviera del sud e continuerà a camminare e cercare. Io non parteciperò a questa seconda avventura preferisco trascorrere le mie vacanze di Pasqua in bicicletta per la Svizzera Sassone, con un occhio sempre per terra, perché non si sa mai dove si possa “nascondere” una meteorite.

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